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News 8 novembre 2011

Oggetto: News 8 novembre 2011
Data invio: 2011-11-08 06:53:30
Invio #: 46
Contenuto:
intestazione



 

 

TRANSAT 2011

I PRIMI COMMENTI DI SIMONE GESI DOPO L'ARRIVO.

 

 

Questo il testo del primo messaggio di Simone Gesi da Salvador de Bahia, dopo aver concluso la propria Transat:

 


“Ciao a tutti,

eccoci qua a BAHIA nella Baia de todos os santos, dove tutti i ministi sognano di arrivare perche' vuol dire che e' finita. Stavolta e' andata, non e' stato facile, ma non lo e' mai facile, per nessuno, credetemi. Questa edizione e' stata tempestata da tanti, troppi ritiri, perche' quando la Natura decide di incavolarsi e di non farti passare..........si mette male. Penso alle mie "ultime" 300 miglia (600 km) con il vento in prua a 40 nodi (80 km/ora), pioggia incessante per 3 giorni (sottolineo che non ha mai smesso!!!!!) e onde tanto grosse che mai ho visto in vita mia. Ho patito il freddo che neanche a lavorare d'inverno da noi in mare patisco. E tu sei li' che speravi di goderti un bell'arrivo in Brasile con il sole e il vento a favore 'che' le energie sono ormai finite......e invece no. Ho pregato, in modo laico, perche' altrimenti non so fare, che l'albero restasse su e di arrivare a Bahia. Anche stavolta la Natura mi ha ascoltato e lasciato passare, e' andata bene e oggi finalmente mi godo un po' di sole e faccio asciugare le mie ossa. Penso anche a quelli che sono ancora in mare o a chi ha disalberato nell'ultima notte. Il direttore di corsa Dendis Huges mi ha confessatro che e' stata la Transat piu' dura degli ultimi 10 anni. Magari avro' occasione di raccontarvi altri particolari al rientro.

Intanto ringrazio tutti voi, sponsor,  supporter, tifosi, tutti quelli che hanno contribuito e seguito perche' io arrivassi qua. Stavolta la promessa non era da marinaio, l'ho mantenuta e ora tocca veramente ballare la samba a Bahia.

 

Ai prossimi giorni amici miei”


 

Nella dichiarazione rilasciata subito dopo l'arrivo per il sito dell'organizzazione della regata “La Charente Maritime – Bahia” era entrato subito nel merito, senza rispiarmare alcuni dei suoi ironici commenti:

“E' stata dura, ma così è la Transat. Se avessi voluto fare una vacanza, sarei andato con mia moglie alle terme.

Tremendo l'arrivo, per il vento contrario fortissimo ed il freddo (altro che Brasile, sembrava di essere in Norvegia).

Dal quarto giorno di regata, subito dopo le Canarie, ho cominciato ad accusare vari problemi. Prima un bompresso, poi anche quello di riserva. Sono poi riuscito a recuperarne uno, cannibalizzando l'altro (ma sono complessivamente una ventina di ore senza gennaker, quindi con 2 – 3 nodi di velocità in meno); poi le stecche della randa ed anche in questo caso meno male che avevo un set di riserva (ma di nuovo, un paio di ore senza vela principale).

L'ingresso di acqua sottocoperta ha mandato in tilt il pilota automatico principale (quello più idoneo ad essere utilizzato con venti oltre i 25 nodi) ed i display della strumentazione per cui ho spesso navigato privo di quelle informazioni utili alla miglior gestione della navigazione.

Riparazione in mare dell'agugliotto del timone su cui già ha Madeira eravamo intervenuti.

Infine, qualcosa mi preoccupava all'albero e, quindi, nell'ultima settimana ho preferito non forzare.

Peccato, perché volevo e potevo fare meglio in classifica, ma considero un grande risultato essere arrivato a concludere questa meravigliosa regata.”

 

Insomma, i nostro atleta ne avrà da raccontare al suo ritorno. Adesso, un paio di giorni di riposo e poi preparazione della barca per il suo ritorno a La Rochelle.

Simone, invece, rientrerà in Italia fra circa una settimana. Il GV LNI Follonica ed il Comitato 4236 miglia stanno già preparando l'accoglienza e, tra le iniziative, ne è in programma proprio una dove Simone Gesi racconterà la propria esperienza e le vicende di questa durissima prova.

Nel frattempo, a testimoniare l'impietosa inclemenza della natura, un'altro Mini 6,50 ha disalberato prima dell'arrivo a Bahia

 

Ettore Chirici

Presidente GV LNI Follonica e Comitato 4236 miglia

 

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