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News 10 ottobre 2011

Oggetto: News 10 ottobre 2011
Data invio: 2011-10-10 06:24:22
Invio #: 33
Contenuto:
intestazione



 

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Diario di Bordo a puntate (III puntata)

 

Diario da Madeira 5 Ottobre 2011

Una lunga attesa, sopportata alla grande grazie alle bellezze che l’isola di Madeira offre hai suoi visitatori, quella dell’arrivo a Funchal del nostro velista solitario Simone Gesi.

Simone ha tagliato la linea di arrivo alle ore 19,05 del 5 ottobre; durante il pomeriggio, passato a fare previsioni e calcoli per il suo arrivo, il vento ha spaziato in un repertorio al quale, noi tranquilli velisti del Golfo, non siamo abituati. Al mattino calma totale, l’angoscia cresceva in quanto la nostra permanenza sull’isola terminava alle ore 07,05 del giorno dopo, la paura di avere trascorso “solo” una piacevolissima vacanza ad attendere Simone e dover ripartire senza poterlo abbracciare ci faceva stare male, poi durante il giorno, il sole e l’orografia del luogo hanno iniziato il loro compito, il vento ha cominciato a soffiare da est con intensita’ crescente, tanto che nel primo pomeriggio il mare era completamente increspato di onde spumeggianti e il vento aveva una intensita’ di 20-25 nodi (40-45 Km/h). I regatanti arrivavano tutti da est e quindi con una bella progressione e velocita’ sono arrivati, nel pomeriggio, 5/6 imbarcazioni con spinnaker e/o gennaker armati e con grande velocita’. Bellissimo!!!

Con questo vento l’arrivo di Simone era previsto con quasi due ore di anticipo rispetto alle previsioni del mattino, la nostra euforia cominciava a contagiare tutte le persone presenti sul molo ed e’ servito un surplus di birra per inumidire la gola seccata dalle troppe parole.

Purtroppo questa euforia e’ diventata di nuovo panico quando verso le 18,00 il vento ha iniziato a ruotare verso destra di 90-100 gradi in terra, mentre in mare aperto sembrava mantenere la direzione est. Le alte montagne presenti sull’isola creano correnti sotto costa che possono distogliere il vento di molti gradi dalla sua direzione primaria. Ma la preoccupazione maggiore era dovuta al fatto che il vento stava calando notevolmente di intensita’.

Intanto Simone appare all’orizzonte e veleggia con tutte le vele a riva ed ha armato anche il gennaker che si vede ben gonfio e portante, anche se la sua velocita’, purtroppo, era diminuita notevolmente.

Le ultime miglia sono state percorse a velocita’ ridotta rispetto ai concorrenti arrivati poco prima; per fortuna Simone ha mantenuto una rotta distante dalla costa che gli ha permesso di navigare “pulito” verso l’arrivo.

Ulteriori problemi sono arrivati quando ha dovuto fare rotta verso la linea di arrivo e quindi verso la costa; la linea di arrivo era posizionata fra il fanale rosso di ingresso al porto di Funchal e una bandiera azzurra esposta sul molo, dietro la quale stava il giudice che avrebbe notificato l’arrivo e al quale durante il pomeriggio abbiamo rivolto in continuazione domanda sulla posizione aggiornata di Simone. Ormai ci conosceva e ogni volta che ci avvicinavamo alla postazione ci dava subito informazioni.

Devo dire che tutta l’organizzazione e’ sempre stata molto disponibile con tutti noi amici e familiari che in quei giorni gravitavamo a Funchal, ogni richiesta riguardante i regatanti veniva esaudita e se la persona alla quale ci rivolgevamo in quel momento non era sufficientemente aggiornata faceva il possibile per avere una risposta. Bisogna anche dire che non e’ mai stato necessario specificare numero velico o nome e cognome del nostro velista, e’ bastato pronunciare il cognome la prima volta per sentirsi rispondere: ah Simone!!!!

Simone arrivato a circa due miglia dall’arrivo ha fatto rotta verso il porto e in quel momento e’ entrato in una zona con vento quasi nullo e direzione contraria alla sua rotta producendo, in tutti i presenti, uno stato d’animo di angoscia e di sconforto.

In questo tipo di regata il tifo e’ naturalmente rivolto ai propri atleti, ma all’arrivo tutti sono a tifare per chi sta giungendo in quel momento, dopo dieci giorni di mare in solitario e’ un grande avvenimento per tutti, atleti, familiari, amici, fans partecipare a questo evento.

Finalmente la sirena del giudice conclude la prima tappa di Simone che viene trainato da un gommone di appoggio in porto. L’arrivo in banchina e’ sempre un’ emozione dopo tanta attesa. Simone, carico di adrenalina che trabocca dalle orecchie, era incontenibile, stava benissimo, era euforico.

Il clima dell’arrivo non si puo’ descrivere in poche parole, le barche entrano in porto accolte da applausi che giungono da ogni angolo, musica a forte volume, tutti i partecipanti gia’ arrivati interrompono le proprie attivita’ per salutare il nuovo arrivato e tutti accorrono a congratularsi; questo atteggiamento fa capire molto bene l’eccezionalita’ dell’impresa appena compiuta.

Dopo avere ormeggiato Dagada-Spirito di Maremma Simone aveva ancora energie per sistemare pozzetto e sotto coperta, aiutandolo in questi compiti dopo circa una ora siamo riusciti a convincerlo ad andare al nostro hotel per fare una doccia e trovare una camera per riposare. Per uscire dal porto ci abbiamo messo un’altra ora. Ogni metro di cammino qualcuno si avvicinava per salutare, complimentarsi o parlare delle condizioni incontrate durante il percorso da La Rochelle a Funchal. Un guazzabuglio di lingue che si incrociavano,italiano, francese, inglese, portoghese, spagnolo, ognuna aveva la giusta parola per far capire all’interlocutore il proprio pensiero.

Finalmente arriviamo in hotel, dove Simone puo’ fare una doccia rigeneratrice; purtroppo non hanno camere disponibili e non avendo preso accordi in precedenza noi non avevamo cercato niente in proposito. ”dormiro’ in barca, tanto una notte in piu’ che sara’ mai”!!!! questa e’ stata la sua risposta al problema letto. Lo spirito di adattamento di coloro che hanno la volonta’, forza, coraggio di affrontare simili traversate in solitario e’ veramente grande.

Dopo la doccia ricca cena, con carne della quale Simone aveva gran nostalgia, il tutto annaffiato dal buon vino di Madeira. Dopo cena chi pensava che Simone crollasse dal sonno e’ rimasto molto deluso (l’adrenalina circolava ancora?), allora si ritorna al porto dove troviamo gran folla ancora intorno al bar che, non so perche’, e’ diventato quello dei regatanti, il piu’ piccolo e disorganizzato. Forse dopo dieci giorni di mare in solitario sedersi in un locale alla moda o vip ai regatanti sembrava fuori luogo.

Qui la birra scorre abbondante…quindi per non affogare bisogna bere, naturalmente si ricomincia ad incontrare regatanti, membri dell’organizzazione, ultimi arrivi… insomma tutti li’. A questo punto abbiamo passato la mezzanotte, noi dobbiamo partire alle cinque del mattino per l’aeroporto ma fra meno di una ora arriva Ettore, il nostro presidente, ci sembra brutto non aspettarlo. Infatti appena atterrato ci chiama e fissiamo di incontrarci al porto…. Chissa’ dopo il viaggio avra’ voglia di una birretta?

Arriva Ettore… altri abbracci e di nuovo racconti da marinai, sono ormai le due di notte, decidiamo di avviarci all’hotel, Ettore ha prenotato lo stesso nostro…. Simone decide di accompagnarci!! Ma quando si spengono questi solitari?

Durante il rientro incrociamo un altro bar aperto e siccome dobbiamo fare una lunga salita pensiamo che e’ meglio approvvigionarsi prima… un’altra birra!

Giunti in hotel ultimi abbracci, raccomandazioni ed esortazioni e andiamo al letto tranquilli e contenti, siamo riusciti a vedere l’arrivo di Simone e sappiamo di lasciarlo in ottima compagnia prima della prossima tappa, giovedi 13, che lo portera’ in Brasile.

Forza Simone, continua a dimostrare quanto vali, noi saremo tutti in barca con te.

Bon courage.

Renzo e Fiorella

 

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